Tour entra nel Vivo e Froome si veste di giallo

Tour nona tappaLo spettacolo stenta ha decollare al Tour, ma si delinea già chi saranno i protagonisti. Froome e Quintana comincia il duello.

Dopo le prime vere tappe di grandi montagne i distacchi sono ancora racchiusi in meno di mezzo minuto. Chris Froome ha dimostrato di avere classe e un senso tattico superiore. Nella tappa di sabato ha attaccato nell’ultima discesa, subito dopo lo scollinamento del Peyresourde, sorprendendo l’incredulo Quintana che stava rialzandosi per prendere fiato. Ma la prodezza, Froome, l’ha compiuta nei 15 km finali, dove, da solo e in discesa, è riuscito a guadagnare qualche secondo e vincere la tappa conquistando anche la maglia gialla di leader. Mai visto un Froome che abbandona la sua squadra e in discesa attacca in modo così forsennato. Spingeva rapporti proibitivi per noi esseri umani, assumeva strane posizioni aerodinamiche e con la voglia delle prime volte tagliava il traguardo esultando come mai aveva fatto. Siamo in Francia, chapeau.

Ottava tappa Pau-Bagnere de Luchon

Ottava tappa
Pau-Bagnere de Luchon

Bisogna considerare che Froome è assistito dalla squadra di gran lunga più forte e completa del Tour. Uomini come Sergio Henao, Mikel Landa, Mikel Nieve e Wout Poels sarebbero capitati altrove, invece qui al Tour sono tutti al servizio del campione britannico-keniota e quasi certamente lo porteranno in trionfo ai Champs Elisèes. 

Oggi, domenica,  primo arrivo in salita e ultima tappa pirenaica. Strana la scelta francese di percorrere, proprio il  giorno della finale di Euro 2016, una importantissima frazione interamente in Spagna con arrivo ad Arcalis nel principato di Andorra. Che il 10 luglio ci fosse la finale dell’europeo e che potesse esserci la Francia di Deschamps lo si sapeva anche a dicembre. Piccola crepa nel ridondante nazionalismo francese.

Nona tappa Con Arrivo ad Andorra

Nona tappa
Con Arrivo ad Andorra

Il tappone pirenaico presentava però tante altre insidie tanto che il dislivello totale da coprire era di oltre 5000 mt. La corsa ha visto subito una fuga che è culminata con la vittoria dello sconosciuto (ai più) Tom Dumoulin che a Parigi arriverà anche con tre ore di ritardo ma il suo giorno di gloria l’ha già vissuto conquistando un posticino nella storia del Tour de France. Gli uomini del Team Sky su tutte le salite hanno preso il comando imponendo il loro ritmo e proteggendo il loro capitano. Solo negli ultimi 4 km di corsa si è scatenata la bagarre e qualche uomo di classifica ha tentato di sorprendere il campione iridato. Froome è apparso in una forma smagliante, è tanto sgraziato quanto efficace, anche da solo è riuscito a rintuzzare tutti gli attacchi e chiudere tutti i buchi. Se pensiamo che a cronometro non ha rivali è facile immaginare un suo terzo trionfo alla Grand Boucle. L’unico in grado di mantenere il ritmo di Froome sembra essere il colombiano Nairo Quintana, già 2 volte secondo al tour. In questa settimana è stato l’ombra di Froome, gli è stato perennemente a ruota, non ha mai tentato neanche di affiancarlo, ma anche lui sembra sia in perfetta forma e soprattutto è cresciuto tatticamente. Froome ha un piccolo vantaggio cronometrico non solo su Quintana ma anche su altri pericolosi avversari quindi dovrà difendersi non solo dal colombiano. Quintana sta sfruttando questa situazione e oggi lo ha dimostrato. Aspetta, e spera, che Froome sarà sfiancato dai continui attacchi che dovrà subire per poi nel finale dare la stoccata vincente. Sulla carta la strategia potrebbe rivelarsi ottima, ma se il britannico-keniota dovesse sgretolare tutti nelle tappe contro il tempo non ci sarà tattica vincente per batterlo. Altro aspetto da tenere in conto è l’assoluta inferiorità della squadra di Quintana, la Movistar. Oggi, ai piedi dell’ultima ascesa, il colombiano aveva solo il malconcio Valverde  come compagno, Froome era circondato da 5 uomini che spingevano come dannati.

Gli italiani, come agli europei di calcio, a quelli di basket e nella formula 1, sono già scomparsi dalla circolazione. Il ‘cannibale dello stretto’ è già 20 minuti indietro e il promettente Fabio Aru non regge il confronto con i mostri la davanti. Oggi ha perso un minuto (in 2 km!) dai migliori ed in prospettiva potrà ritenersi fortunato se a Parigi arriverà con un distacco inferiore ai 15 minuti. Molto strana è la condizione mostrata da Nibali in questa prima settimana. Ha sbranato il Giro, compiendo una delle imprese più epiche di sempre, e al Tour sembra corra per allenarsi. Mi auguro possa riprendersi in queste ultime due settimane (oggi è apparso pimpante trascinando Aru al traguardo) e regalarci qualche bella emozione magari sulle Alpi. L’ultima accoppiata Giro-Tour nello stesso anno l’ha compiuta Marco Pantani nel 1998 e solo i miti del ciclismo, prima di lui, ci sono riusciti. Nibali, con tutto il rispetto, non è tra le leggende di questo sport quindi dopo il trionfo al Giro d’Italia gli perdoneremo un Tour sottotono, sperando possa presentarsi alle olimpiadi di Rio nelle migliori condizioni.

 

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