Ronaldo – Lewandosky. Vince Cristiano senza brillare e aiutato dalle stelle

Ronaldo e LewandoskyPartita bella e viva per i primi 20 minuti. Lewandosky pimpante e decisivo, Ronaldo, in mezzo al nulla, sbaglia troppo ma raggiunge la semifinale.

5 pareggi in 5 partite, così le testate giornalistiche italiane hanno aperto oggi sulla notizia della vittoria del Portogallo contro la Polonia nei quarti di finale di Euro 2016. Un modo, neanche troppo celato, di suggerire un’ingiustizia sportiva e di invocare qualche cambio nel regolamento. Va ricordato, per onore di verità, che il Portogallo una partita l’ha vinta sul campo, seppure ai tempi supplementari con un gol di Ronaldo…ops dell’ufo Quaresma. Siccome i tempi supplementari esistono e sono il naturale prolungamento di una gara terminata in parità chi li vince ha Vinto! non ha pareggiato. Inoltre anche i rigori fanno parte del regolamento quindi bisogna saperli battere. E’ chiaro che l’elemento aleatorio è molto presente, ma che facciamo? Torniamo alla monetina? Infine il Portogallo non avrà mai vinto nei 90 minuti ma non ha mai neanche perso quindi tutto sommato semifinali meritate. Personalmente sono 34 anni che cerco un’alternativa ai supplementari e al supplizio dei rigori, ma non ho trovato nulla di meglio e a parte qualche insana proposta, tipo giocare ad oltranza per due giorni, non mi pare che qualcuno abbia in mente alternative intelligenti. Teniamoci la lotteria dei rigori che, almeno quando non siamo emotivamente coinvolti, sono anche divertenti e spettacolari.

Pronti via e Lewandosky si ricorda di essere uno dei migliori attaccanti in circolazione e trafigge Rui Patricio finalizzando una magnifica azione corale della Polonia. Sussulto di Boniek in tribuna e, immaginiamo, Zmuda e Lato, a completare il celebre trio delle meraviglie di Spagna ’82, che esultano in patria con ricolmi calici di Vodka Chopin. Le azioni e le manovre polacche dei primi 15 minuti sono come gli arpeggi ed i glissandi del loro illustre avo. Cristiano e Portoghesi in bambola.

Poi ci pensa Renato Sanches il diciottenne lanciato arditamente nella mischia, a stappare bottiglie di Porto in tutto l’ovest della penisola iberica. Azione solitaria, botta di sinistro, deviazione di Krychowiak e palla dentro. Minuto 33 risultato 1-1. Da questo momento in poi non accade più nulla. I portoghesi tentano di fare la partita ma i polacchi non mollano e ripartono rapidi e pericolosi. I due portieri però hanno poco da fare e la gara si protrae stancamente e noiosamente fino ai calci di rigore. Błaszczykowski sbaglia e l’Ufo insacca, Polonia a Varsavia e Portogallo a Lione dove mercoledì 6 luglio affronterà la vincente tra Galles e Belgio. Nel mezzo da segnalare i due marchiani errori di Ronaldo, autore di una partita tutta nervi e tensione e poca classe. Va sottolineato che il Fuoriclasse portoghese è veramente solo in mezzo al nulla. Ad operare sulla sinistra c’è un certo Eliseo. Ha il compito di mettere la palla al centro e sfruttare il poderoso stacco di Cristiano. Ieri ha tento sei cross e stamattina i raccattapalle del Velodrome sono alla ricerca dei palloni nell’enorme e caotico porto di Marsiglia. Nel Real Madrid su quella fascia c’è Marcelo, una certezza. Come playmaker ieri sera si sono alternati William Carvalho e Danilo entrambi dei colossi inutili con una velocità di pensiero più lenta di Brunetta. Al Real Madrid gioca un certo Kross, i cui piedi sono delicati pennelli. Poi di fianco dovrebbe avere Nani, ormai ex giocatore da consigliare ai cinesi interisti come pacco di Natale, e ancora accanto opera Renato Sanches che, nonostante il gol, gioca come un diciottenne sui campi di un oratorio volendo dribblare il mondo e non passando mai la palle. Volete che vi ricordo chi c’è nel Real? Va bene ricordiamocelo, Benzema e Bale, non proprio due qualsiasi. Quindi Ronaldo non avrà disputato la sua miglior partita e neanche la sua migliore competizione ma se il Portogallo è li è certamente per merito suo, per il suo carisma, per la grinta e la sicurezza che profonderà nello spogliatoio. Dal 2004 con Ronaldo il Portogallo ha sempre ben figurato nelle competizioni internazionali, sempre eliminato da formazioni insuperabili come Francia 2006, Germania 2008, Spagna 2010 ancora Spagna 2012 (ai rigori). Nel 2004, appena diciannovenne sfiorò la vittoria casalinga dell’Europeo perdendo clamorosamente la finale contro la Grecia. Ma la vittoria ellenica rientra in quelle “storie da raccontare” che ogni tanto il calcio ci riserva e purtroppo Ronaldo in quella storia era dalla parte sbagliata. L’unica vera steccata il Portogallo l’ha presa nel mondiale brasiliano dove non è andato oltre il girone eliminatorio. Ma Cristiano Ronaldo è e resta un fenomeno e al contrario del vagabondo Ibrahimovic e del lagnoso Messi lui è uno che con la maglia portoghese tenta sempre di dare il massimo! Viva il Portogallo ci vediamo a Parigi il 10 luglio.

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