Mercedes di un altro pianeta, Ferrari sempre più indietro

Gp d'AustriaLe Mercedes fanno quello che vogliono, la loro superiorità è imbarazzante. Solo l’incapacità dei piloti non completa il solito e noioso trionfo

Eh si bisogna ammetterlo la casa di Stoccarda corre ancora in solitaria, in pista fanno quello che vogliono, possono anche fermarsi per un pit-stop in più tanto i tempi sul giro sono stratosferici. La pista del ‘Red Bull Ring’ in Austria è la più brutta del mondiale e, sui tempi, la più corta. Una pista che stressa i freni e usura particolarmente le posteriori (non alle Mercedes ovviamente), zona DRS troppo breve e sorpassi dove serve tanta potenza. Hamilton in pole con 2 secondi rifilati agli avversari, Rosberg, per i sempre più bizzarri regolamenti del circus, costretto a partire in sesta posizione per la sostituzione del cambio. Anche Vettel indietro di 5 posizioni, dalla quarta alla nona. L’anonimo Raikkonen da sesto parte quarto. I’iridato pilota inglese e Rosberg partono con le UltraSoft, banda viola, mentre gli altri, seguendo la strategia ferrari, partono con le SuperSoft, banda rossa, (ma non potevano chiamarle morbide, medie e dure, mah…) meno performanti ma più durature. Questo non vale per le Mercedes e soprattutto per quella di Hamilton che riesce a compiere 21 tornate migliorando sempre i tempi sul giro anche quando le gomme posteriori sono in evidente degrado. Macchina perfetta, chapeau. La scuderia tedesca monta le Soft, banda gialla, la mescola che non garantisce buone prestazioni ma certamente la più longeva. Ma ancora una volta i cannibali ci smentiscono e cominciano a inanellare giri veloci impressionanti. Rosberg primo e Hamilton secondo, vuoto alle spalle, la noia prende il sopravvento. A 15 giri dal termine, considerando l’abbassamento di share e il pericolo che nonno Ecclestone, per dare un po di brio in più,  cambi qualcosa nei prossimi anni, al muretto delle Frecce d’ Argento decidono di mescolare le carte e allontanare il sonno degli spettatori. Fanno rientrare le auto per un, inutile, secondo stop e per complicare le cose a Rosberg montano le rosse e a Hamilton le gialle. Gli occhi degli appassionati allontanano Orfeo e sperano che qualcosina di interessante accada dopo tre anni di tedio mortale. Ci pensa Rosberg, alle volte più scarso di Raikkonen, a sparigliare tutto e al tornantino nell’ultimo giro decide di non fare la curva e sbatte contro l’accorrente Hamilton che saluta, ringrazia e vince il gran premio. L’errore del Tedesco della Mercedes è inquietante più del balletto di Zaza o dello scavetto di Pellè. Da ritiro della patente o squalifica a vita. Con quell’auto non puoi permetterti di sbagliare l’ultima curva e rischiare di far uscire l’incolpevole Hamilton mandando all’aria la solita giornata perfetta della Mercedes. Niki Lauda nauseato ma impassibile ai box. Ai suoi tempi neanche il più scatenato e scapestrato corridore, il compianto Villeneuve, avrebbe profanato un’auto così perfetta in un modo così barbaro.

In casa Ferrari si continua a parlare di sfortuna, di caso, di sorte avversa. Professionisti strapagati che si affidano al classico alibi da perdenti per spiegare il loro fallimento sono da rottamare. Arrivabene è spocchioso e presuntuoso. Antonini, che dovrebbe essere lo stratega in pista, sembra uscito dalla visione della “notte dei morti viventi”, uno zombi. Ma il migliore di tutti è ovviamente il manager più pagato dell’universo Marchionni, quello del rilancio del made in italia, del tutto è italiano, degli italiani sono i migliori. Infatti lui è residente in Svizzera per non pagare le tasse alla sua amatissima Italia. Ma dov’è l’efebico Jean Todt con la sua palpitazione al muretto e gli occhi lucidi per Micheal? Ma soprattutto dov’è Ross Brawn , capace di vincere le corse grazie a strategie impeccabili e a valutare ogni impercettibile variabile? Ieri in Austria al 32° giro è esplosa la posteriore sinistra di Vettel. Nessuno in pista aveva fatto tanti giri su quelle mescole, ed era evidente che quella era la gomma più stressata. L’accoppiata Vettel-muretto hanno combinato il pasticcio, bastava rientrare 5 giri prima, montare le gialle e magari giocarsi il secondo posto con una Mercedes. Invece sono incompetenti e presuntuosi e anche sui pit-stop la precisione e la velocità di un tempo è svanita. Raikkonen ha fatto la sua solita gara, niente grinta e poca classe. Neanche con un’altra gara a disposizione avrebbe superato il vero campione di questa orrenda Formula 1 Max Verstappen.

Gli italiani sabato sera sono riusciti a sfiancare i tedeschi fino ai calci di rigore e perdere, seppure da inferiori, la semifinale in modo del tutto aleatorio. Ma ieri la superiorità germanica è stata devastante, sono 2 anni avanti e sembra non esserci verso di riprenderli e batterli. Con Arrivabene team manager, con Marchionni manager e con ‘capello cotonato’ Monteciufolo  al comando la vedo dura, anzi durissima. Ci vediamo a Silverston al prossimo noioso gran premio.

 

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