Impresa dell’Italia. Dove la volontà vince la tecnica

italia spagnaGli azzurri battono e abbattono i giocolieri spagnoli. Prova romantica dei ragazzi di Conte. Ecco il pagellone.

Buffon: Voto 10.  Nei 14.000 versi del capolavoro Dantesco dovremmo ricercare nuovi aggettivi per definire il portierone azzurro. Il volo nell’uscita su Aduriz è una pennellata di Van Gogh, la parata al 90° su Piquè vale qualche spicciolo di eternità. La respinta sulla prodezza di Iniesta sembra normale amministrazione. Il popolo grida ‘Santo Subito’ e noi con Dante ci accodiamo: Incielato 

Bonucci: Voto 10.  Più elegante di Beckenbauer, preciso quanto Scirea formato ’82, attento ad alzare la squadra e chiudere chiunque si azzardasse ad entrare in area. Piedi poetici ed efficaci. Era anche ammonito e ha saputo calibrare a dovere ogni intervento restando sospeso tra il lecito e l’illecito ingannando più volte il turco Cakir. Intelligente

Barzagli: Voto 10. Prima Nolito poi il compagno Morata si chiederanno per sempre come si supera Barzagli. Una diga sulla sinistra iberica sulla quale persino Iniesta è andato più volte a sbattere. Impeccabili e pulite le chiusure e prezioso anche in attacco per dare respiro alla manovra e girare il pallone sull’asse Parolo-Florenzi. Monumentale 

Chiellini: Voto 10. Che segnasse il gol del vantaggio negli ottavi di finale contro la Spagna neanche Nostradamus dopo una sbronza poteva prevederlo. Invece eccolo irrompere in area come un novello Inzaghi e scaraventare in rete il regalo confezionato dal trittico Eder-Giaccherini-De Gea. Il resto è lotta pura. Gomiti altissimi, mani larghe, calci piede e pallone, cattivo e spiritato. Claudio Gentile un gentiluomo a confronto. King Kong 

De Rossi: Voto 8. Il fisico lo tradisce, gioca con evidenti dolori. Ma l’esperienza e l’intelligenza tattica trasformano ogni sua giocata in un potenziale pericolo per la difesa spagnola. Per qualche istante sembra Pirlo persino nei movimenti. De Rossi ha giocato da protagonista una finale mondiale e in campo si vede, eccome. Ordinato

De Sciglio: Voto 8. Erano due anni che non saltava l’uomo e che  crossava nel terzo anello di San Siro. Padrone nel primo tempo della corsia sinistra dove, coperto alle spalle da Chiello, ha sgroppato moltissimo infilando Juanfran e confezionando buoni cross. Trasformato

Florenzi: Voto 8Finalmente a destra e si vede la differenza. Corre e sgomita abbattendo spesso Jordi Alba o almeno contenendo le sue avanzate. A volte frettoloso e impreciso ma da uno che ha percorso quasi 12 km in meno di 90 minuti non si poteva chiedere di più. Ficcante

Parolo: Voto 9. Dal fisico sembrerebbe un collega del compianto Nureyev. Ma è stato un autentico ‘schiaccianoci’ nel paniere spagnolo. Il formidabile e impenetrabile centrocampo delle furie rosse di improvviso si è trasformato in un ‘lago di cigni’ impauriti e confusi. Parolo li ha attaccati per 96 minuti. Il povero Busquets ogni tanto rivedrà la sua ombra girargli attorno. Tarantolato 

Giaccherini: voto 8. Pogba, nel 3-5-2 di Allegri occupa la sua posizione. Interno sinistro di un centrocampo a tre. Ieri, giaccherinho, ha seppellito, a distanza, la fama del freestyle francese. Determinato, preciso, deciso. Ci eravamo dimenticati della tecnica squisita del pupillo di Conte. Avanti così, lo stupore è appena cominciato. Sorprendente

Eder: Voto 9. Dopo De Sciglio la rinascita (o nascita) più inaspettata. L’impacciato giocatore neroazzurro ha subito la sua metamorfosi. Dribla gli Spagnoli con naturalezza, ha il fiato di un maratoneta, peccato per il gol fallito ma dopo una corsa di 60 metri gli perdoniamo tutto. Il Divin Codino ti ha sorriso dopo il gol contro la Svezia. Riprovaci, le muse soffiano il tuo destino. Stupendo.

Pellè: Voto 10. Se l’Italia sfilerà a Parigi alla Panini dovranno pensionare la celeberrima rovesciata di Carlo Parola e sostituirla con la mezza girata di destro di Pellè che ha trafitto prima il Belgio e poi la Spagna. Il gol è stato il coronamento di una prestazione magnifica dell’ariete italiano. E’ stato il classico attaccante che, da solo, intimorisce le difese avversarie. Piquè e Ramos, non proprio 2 qualsiasi, hanno tentato di contenerlo in tutti i modi. Al 91° i due centrali più titolati al mondo, di tutti i tempi, si arrendono alla calvalcata di Darmian e al sublime gesto tecnico del gigante Pellè. Mostruoso

Insigne: Voto 10. Gioca solo una decina di minuti ma il massimo dei voti li guadagna grazie alla magistrale apertura al 91° che invita Darmian a confezionare il 2-0. Il calcio è anche questo. Un sontuoso dettaglio tecnico che in partite come queste resterà immortale. Sublime.

Darmian: Voto 8. All’ 84° sostituisce l’esausto Florenzi. Giusto in tempo per farsi trovare pronto sulla destra per raccogliere la perla di Insigne stoppare in modo efficace e mettere al centro dove Pellè spedisce gli spagnoli a Madrid. Prezioso

Thiago Motta: Voto 3. Più inutile di un Balotelli ubriaco, più dannoso del governo Monti, più lento di un bradipo strafatto. La cosa migliore è la manata a Busquets che gli è costata il giallo. Nei quarti non ci sarà. Deo Gratias. Inguardabile

Dopo aver scorso il trionfo azzurro, una parola cortese e leggera agli sconfitti rivolta soprattutto al calciatore spagnolo che alla ‘ragione mescola il talento’: Andres Iniesta. Don Andres, l’illusionista, chiamatelo come volete, ma palla tra i piedi è una poesia di Prevert, un sorriso di un angelo, un sussurro di una madre al neonato. Ieri le sue giocate hanno impreziosito ulteriormente la vittoria dell’Italia. Battere Iniesta significa essere i migliori. Alla prossima Don Andres, i campioni come te non escono mai sconfitti perché cantano la bellezza del calcio e illuminano di emozione la nostra passione.

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