La Germania si prende la sua rivincita. Il miracolo di Conte svanisce

italia germaniaIl cinismo tedesco batte l’Italia, ma non l’abbatte. La Germania passa alle semifinali ma la partita non la vince. Stoica prestazione italiana e maledetti rigori.

Diciamo la verità, nessuno si aspettava di vedere l’accozzaglia di Conte stritolare la Spagna e tenere testa ai campioni del mondo. Mai la retorica dell’ ‘usciamo a testa alta’ è più azzeccata. La Germania è molto più forte dell’Italia e ieri sera il gap si è visto eccome. Solo il marchio del mister tutto sangue e sudore ci hanno permesso di arginare le furie bianche e trascinare la gara alla lotteria dei rigori. Pensavo che quest’anno la cruda ricetta di Conte potesse bastare, che emulando 11 Gattuso si potesse compiere l’impresa, ma forse qualche buon piede è ancora necessario, ma soprattutto occorre, nei momenti clou, quella sana esperienza che il ‘talento sommette alla ragione’. La gogna mediatica e lo sberleffo dei social hanno già sommerso di letame Pellè e Zaza autori degli errori più scabrosi dal dischetto (della storia aggiungerei). Costume tutto italiano di un popolo intriso di mister incompetenti e con lo sguardo più corto di una talpa. Pellè non è certamente Van Basten o, per restare sul suolo italico, non è Gigi Riva. Ma ieri sera ha sgomitato come un Toro ferito difendendo decine di palloni e facendo l’unica cosa che veramente sa fare: giocare di fisico. Zaza si è trovato un po per caso, sia nella partita che agli europei. Ha vissuto di rendita per quel gol al 90° contro il Napoli che ha reso felice mezza Italia, ma un quarto di finale contro la Germania è un’altra cosa, e Zaza ha dimostrato di non esserne all’altezza. Ma a casa non abbiamo certamente lasciato il gota tecnico del calcio italiano. Pavoletti ci avrebbe trascinati alla conquista del titolo, oppure il novello Inzaghi del Milan, Lapadula, il rigore l’avrebbe insaccato. Non scherziamo, è un momento storico dove i campioni stentano a uscire per un motivo meramente statistico. Non scomodiamo strane teorie antropologiche e non diamo la colpa ad eventi biblici (nel senso temporale). Siamo seri per una volta. Il gestaccio di Pellè e il balletto inopinato di Zaza ci rimarranno impressi ma sono calciatori ‘terza media e calcio nel culo’ non premi nobel, volevano restare nella storia e hanno sbagliato la porta d’entrata (non l’hanno presa), ma non mi associo alle urla inneggianti la crocifissione o al più leggero pubblico ludibrio.

Antonio Conte ha fatto il massimo adesso potrà godersi i capricci dei petrolieri russi di Londra anche se sembra più vincente quando parte già sconfitto che quando ha il giocattolo perfetto tra le mani. Nonostante l’espressione, spesso saccente, gli auguro buona fortuna.

Il muro azzurro aveva retto bene. Chiellini, stoico con un  polpaccio in crisi, si batte da Leone, Bonucci, pulito e a volte imperiale, segna il rigore regalato da Boeteng che ci mantiene vivi. L’errore nella serie dei rigori non conta, anche perchè è Neuer che compie una prodezza. Barzagli prezioso e preciso in ogni chiusura. Parolo, sontuoso, pressa tutti e ogni tanto gioca la palla in modo delizioso. De Sciglio sempre puntuale sulla sinistra e può fregiarsi anche di qualche ottimo traversone. Florenzi un folletto impazzito sulla destra, avesse anche il piede di un mito a Roma, Candela, sarebbe perfetto. Giaccherini il più tecnico, non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se avesse trasformato, ancora una volta, il gioiello di Bonucci. Altro che rovesciata di Parola, il 4 a 3 di Rivera, gli urli di Tardelli e Grosso, l’iconografia del calcio italiano era da riscrivere. Sturaro battagliero, ha preso di mira Kross e lo ha contenuto, almeno ci ha provato. Eder, dava l’impressione di poter inventare qualcosa e sgusciare tra le maglie tedesche. Ci ha provato ma i tedeschi non erano i morbidi svedesi. Pellè, primo tempo spettatore impaurito e incompreso, poi gigante e padrone dei palloni alti alla tre quarti della Germania. Ripeto, questa è l’unica cosa che sa fare e l’ha fatta benissimo. Non a caso a 31 anni gioca nel Southampton e non ha vinto nulla. Insigne ha tentato qualcosina nel secondo supplementare. La scelta di Conte è stata giusta ma Insigne ha bisogno di qualche compagno più fresco accanto, non poteva prendere il pallone da Buffon e andare in rete. Solo Maradona ci è riuscito. Darmian ha fallito il rigore decisivo, ma neanche questo conta molto. Diligente ed efficace sulla destra al posto del maratoneta Florenzi.

Esulta la Germania al rigore di Hector e finalmente sfata il tabù del tricolore azzurro. Ma si ricordino gli alemanni che sul campo non hanno vinto, non hanno triturato gli azzurri come una Slovacchia qualsiasi, non hanno piegato la resistenza di una squadra mai doma e mai arresa. Solo la sorte e un pizzico di cinismo hanno scelto di mandare a Marsiglia i colori tedeschi e infrangere le ‘notti magiche’ azzurre. Ci rivediamo in Russia nel 2018 e speriamo che in questo tempo si riesca a raccattare qualche buon piede altrimenti finirà come i due mondiali precedenti, sarà una sventura…Ventura allenatore. cominciamo bene.

Nella Germania mi sento di fare un applauso a Bastian Schweinsteiger, il più tedesco tra i tedeschi, subentra al 10° del primo tempo al derelitto Kedhira (Marotta avvisato) e gioca con fisico e intelligenza. Al 120° sembra il più fresco in campo. La pecca del rigore sbagliato nulla toglie a questo campione e alla sua strabiliante carriera. Un esempio.

 

 

 

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