Gli scudetti dal sapore unico

Serie_A_1966-67_Mantova-Inter_1-0_Facchetti_e_SartiEra il 1° giugno del 1967, un giovedì. Mantova si svegliava in un clima già estivo, giornata meravigliosa e calda. Anche a Torino quella mattina splendeva un sole che invitava a sgusciare fuori dalle case ed uscire dal letargo dell’inverno. Ma era un giovedì feriale e soprattutto nella città della Fiat la gente si recavacome sempre al lavoro. Nonostante tutto verso le 13.00 nei pressi dello stadio comunale di Torino già 30.000 persone spingevano per varcare i cancelli forse avendo colto alcuni segni premonitori di una giornata calcisticamente memorabile. L’armata invincibile della Beneamata guidata dal mago Helenio Herrera quella mattina tenne l’allenamento di rifinitura allo stadio Martelli di Mantova. I campioni milanesi erano concentrati su quell’ultimo impegno di un campionato stressante ma condotto sempre al comando. Il 25 maggio a Lisbona Mazzola & company erano stati letteralmente distrutti nella finale di coppa dei campioni dai meno blasonati scozzesi del Celtic. Anche quel giorno era un giovedì, anche nella splendida capitale portoghese faceva caldo e si giocò in un pomeriggio afoso e torrido. L’Inter di Sarti, Burnich, Facchetti, Corso, Domenghini, Picchi e del Sandro nazionale si vide assegnare un rigore al 3 minuto. Mazzola realizzò, ma nei successivi 87 minuti giocarono solo gli scozzesi, annichilendo i pluricampioni d’europa e del mondo correndo il triplo e profondendo una cattiveria agonistica spaventosa. 2-1 il risultato finale e prima doccia scozzese per i neroazzurri. Il campionato doveva chiudersi domenica 28 maggio ma proprio per l’impegno dell’Inter in coppa campioni le partite delle prime due in classifica, Juventus ed Inter, furono spostate al giovedì successivo. Mantova fu presa d’assalto dai tifosi interisti e lo stadio Martelli era quasi tutto naroazzurro. A Torino faceva visita una Lazio che aveva un disperato bisogno di punti salvezza. Inter 48 e Juventus 47 recitava la classifica. Alla 30° giornata i punti di vantaggio dell’Inter erano 4. Poi alla 31° al comunale lo scontro diretto vide prevalere i bianconeri con un gol di Favalli. 1-0 e siamo a -2. Alla terzultima giornata 2 pareggi. La Juve pareggia 1-1 a Mantova e L’inter non va oltre l’1-1 contro il Napoli a San Siro. Alla penultima altro punto rosicchiato dai bianconeri vittoriosi di misura a Vicenza mentre l’Inter viene ancora fermata sull’1-1 in casa stavolta dalla Fiorentina. E arriviamo a giovedì 1° giugno 1967 giornata dal gusto vichiano di un corso e ricorso “sportivo”. Tutto il calcio minuto per minuto non andava in onda per ordine della lega già da 3 turni. I telefoni delle sale stampe degli stadi bollivano e l’etere tra Mantova e Torino era intriso di notizie sugli andamenti dei due big match. Nel Mantova giocava Di Giacomo un ex interista l’unico che rifiutò il premio partita messo a disposizione dalla Juventus (cose legali e ordinarie all’epoca). I primi tempi si chiudono 0-0. Partite tese e spigolose, l’importanza della posta in gioca imbriglia le trame interiste e irretisce i furori bianconeri. Ma già al 1° minuto del secondo tempo al comunale il piemontese difensore Bercellino porta in vantaggio la Juventus. Juventus 49 – Inter 49. Sarebbe spareggio. Ma al 4° minuto al Martelli di Mantova Di Giacomo prende la palla alla tre quarti neroazzurra. Inspiegabilmente invece di puntare il solo Picchi rimasto a retroguardia si defila lentamente sulla sinistra. Quasi dal fondo lascia partire un innocuo cross. Giuliano Sarti non legge la traiettoria della palla, esce a vuoto e vede il pallone infilarsi alla sua sinistra. Mantova 1 – Inter 0. Storica papera del portierone campione d’Europa e del mondo . Intanto a Torino il vantaggio dei virgiliani spiana la strada alla Juventus che con Zigoni ottiene il raddoppio. Juventus 2 Lazio 0 e squadra capitolina mestamente avviata alla retrocessione. L’Inter ovviamente non ci sta e si tuffa nella metà campo del Mantova. Ma i neroazzurri devono fare i conti con un portiere 27enne che sventa tutti i tentativi, per quanto confusi, degli interisti di agguantare il pareggio. Quel portiere diventerà una bandiera della Juventus raggiungendo traguardi che lo renderanno calcisticamente immortale. Il suo nome è Dino Zoff. Quando l’arbitro Francescon fischiò la fine delle ostilità allo stadio Martelli alle 17:49 di quel giovedì 1° giugno 1967 si chiuse definitivamente il ciclo della grande Inter di Helenio Herrera e Angelo Moratti. Dopo la debacle di Lisbona e la caporetto di Mantova si aggiunse la clamorosa eliminazione in coppa Italia il mercoledì successivo contro il Padova una matricola di serie B. Quel pomeriggio invece a Torino e precisamente nello stadio di via filadelfia cominciò l’agognata e insperata festa per la conquista del tredicesimo titolo. La partita terminò 2-1 la Lazio in serie B e la Juventus Campione D’Italia!

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